Ci siamo! Hai superato il tuo Assessment Day, hai ricevuto la cosiddetta “Golden Call” e ora sei nella “holding pool” (la sala di attesa). Sei al settimo cielo, perché da un momento all’altro la compagnia ti comunicherà il giorno di inizio del Training o addestramento per assistenti di volo. Eh sì, si può definire proprio tale, perché non è un semplice corso di formazione tra i banchi, ma una serie di prove di coraggio dove ci metterai tutta l’anima, la forza, (anche fisica!) e la concentrazione, per superarlo.
No, il training per Assistenti di volo non è per deboli di cuore. Chi non ce la fa e si arrende, è già fuori. La concorrenza è anche molto agguerrita. Questo lavoro è e rimane uno dei più ambiti tra i più giovani e non, e le compagnie possono facilmente trovare qualcuno che ti sostituisce. Mi ricordo ancora l’aria tesa che si respirava durante tutti i colloqui a cui ho partecipato. C’era più l’atmosfera di un casting televisivo, dove l’uno fa il tifo per l’altro candidato, ma sotto sotto si è tutti contro tutti.
Formazione intensiva: obiettivo Cielo!
Ora che vi ho spaventato abbastanza, se siete rimasti, vuol dire che volete a tutti i costi questo lavoro. Nel vostro sangue, scorre più cherosene che nei motori di un 747, e non vi lascereste scoraggiare da nessuno! Questo è l’inizio giusto per iniziare l’addestramento!
Molto spesso, riceverete una email o posta dalla compagnia aerea, dove vi indicheranno il giorno di inizio del training per assistenti di volo. Qui vi diranno anche cosa aspettarsi, quali documenti portare e a che ora presentarsi. Sottolineo e, ripeterò all’infinito, che l’orario di inizio indicato non significa l’ora in cui arrivate tranquilli n aula con un caffè in mano, bensì l’ora in cui i trainer inizieranno a dare lezione.
Questo fa una grande differenza e sarà un’anticipazione di quello che sarà il lavoro dell’assistente di volo! Il tema ricorrente, infatti, durante il training, sarà la puntualità e la sua importanza in questo mestiere. Qualche minuto di ritardo da parte vostra, durante il training, equivale per i trainer a minuti di ritardo, che potreste fare prima di un briefing (..no, non è una parolaccia, poi vi spiegherò di cosa si tratta). Ciò implica perdita di denaro per l’azienda. Eh sì, il detto “il tempo è denaro” credo l’abbiano inventato proprio per l’aviazione.
Primo giorno di scuola..per assistenti di volo
Sei entrato/a in aula, con le tue cartelle di documenti in mano e 100 caffè già bevuti, per rimanere sveglio e non perderti nemmeno un’informazione. Ora è tempo di conoscere i tuoi nuovi compagni di avventura che rivedrai ogni giorno e con cui condividerete le prove che verranno. Molto probabilmente, i trainer faranno fare un giro di presentazione a rotazione o disponendovi in cerchio, anche a mo’ di gioco come era successo a me per alleggerire la tensione. Notate bene che già da questo punto in poi, ricordarsi i nomi dei compagni di training sarà già una prova, perché nel mestiere che andrete a fare, ogni giorno vi presenterete con nuovi colleghi e dovrete tenervi a mente un bel po’ di nomi!
A presentazioni fatte, i trainer spiegheranno quali saranno gli step da affrontare nella prima settimana e come si svolgeranno i primi test. La parola TEST risuona sempre dai tempi della scuola ed ecco che sale l’ansia da prestazione. La durata dell’ addestramento dipende spesso dalla compagnia aerea, ma in media va dalle 4 settimane a tre mesi. Queste settimane sembreranno, a volte, interminabili, quando starai facendo test su test, giorno dopo l’altro, e simulazioni dopo simulazioni. Ti garantisco, però, che ti divertirai anche tanto e saranno motivo di orgoglio quando tu e i tuoi compagni concluderete il training. Soprattutto se si tratta del vostro primo addestramento per assistenti di volo, vi sentirete così affiatati, che la vostra amicizia durerà spesso anche dopo la formazione.
Prove e simulazioni: cosa succede davvero durante l’addestramento
Superate le prime giornata di introduzione e teoria, è ora di passare all’azione! Ogni compagnia aerea ha, ovviamente, metodi diversi di organizzare il training, così come procedure o comandi diversi. Essenzialmente, però, si fa sempre riferimento quelle standardizzate da EASA. In ogni caso, anche se questo non è l’ordine unico in cui può essere organizzato il corso, entriamo nei dettagli delle prossime fasi.
Iniziamo con la parte riguardante le SEP (Safety and Emergency Procedures), ovvero l’insieme di procedure di emergenza.
ESTINZIONE INCENDI: UNA SKILL FONDAMENTALE!
La prima lezione, nonché una delle più importanti nel training per assistenti di volo, è come imparare a spegnere un incendio a bordo di un aereo. Studierete anche che materiale dovete usare per spegnerlo. Infatti, anche se starete pensando che, voi avete già usato o visto tante volte quel grosso estintore rosso, attaccato alla parete di qualche hotel, ebbene, quello che userete a bordo, è una versione diversa, a volte più piccola. Ci saranno simulazioni, all’ interno di una cabina, dove a turno, verrete chiamati a spegnere un incendio, ma non saprete dove. Potrebbe essere dentro il forno nella galley (termine per cucina di bordo), nel lavatory, o nella cappelliera! Ma tranquilli, perché tutto verrà spiegato nei dettagli. Nessuna procedura è lasciata al caso, e, come per ogni cosa in aviazione, ci sono delle checklist digitali e cartacee, da tenere sempre con sé. Queste diventeranno il tuo libro sacro, ora e per sempre!

PROVE DI EVACUAZIONE E IL CAPITOLO PIU BAGNATO DEL CORSO!
Queste sono le prove, forse più divertenti, per gli allievi. Infatti, si tratta di prove, in cui si utilizzano i famosi scivoli dell’aereo, e fatte in gruppo, sono molto esilaranti. Non bisogna, però, dimenticare che si tratta, anche qui, di simulazioni importanti, perché uno dei motivi essenziali per cui noi, assistenti di volo, siamo a bordo è l’evacuazione rapida di un aereo.
Ricordo, ancora, quando siamo andati negli spogliatoi a indossare la tuta bianca, (che sembrava da laboratorio forense), per scivolare giù dallo scivolo gigante. Il trainer aveva appena nominato il primo gruppo di allievi, che avrebbe eseguito per gli altri la prima evacuazione su terra. Devo, infatti, specificare, che a seconda di dove, ipoteticamente, atterra l’aereo, vi verrano impartiti comandi diversi da urlare letteralmente ai passeggeri per evacuare. E questi comandi li dovrete sapere, in ogni momento della vostra vita, a memoria come una poesia!
Ecco a voi un ammaraggio

Dopo che siamo scivolati tutti giù, evacuato l’aereo e portato i passeggeri (aka i nostri compagni di corso) in salvo, era ora di passare alla simulazione in acqua, e che dire, la più attesa!
Il ditching (ammaraggio) è uno degli scenari più rari e meno desiderati da tutti, eppure lì, nella grande piscina da addestramento, sembravamo tutti eccitati per quella prova. Così siamo andati a metterci la tuta antiscivolo sopra i costumi da bagno, e sopra di più il giubbotto di salvataggio. Ecco, non so se avete mai provato a nuotare con i vestiti, ma nuotare con tutte quelle cose addosso era pesante quanto trainare un treno fermo.
Eccoci, momenti dopo, a catapultarci giù per lo scivolo, stavolta cercando di sopravvivere in acqua con l’aiuto dei compagni. Eh sì, capirete che il teamwork, ovvero il lavoro di squadra, è importante in questo lavoro e sarà una nuova filosofia di vita. Senza l’uno, non sopravvive l’altro, e in situazioni di emergenza ci si aiuta sempre a vicenda.
Missione: salire sul canotto!
In quella grande piscina, dovevamo riuscire a salire sullo scivolo, che nel frattempo si era trasformato in canotto. Poi dovevamo aiutare gli altri a salvarsi dalle acque, che erano diventate agitate, dato che la trainer decise di simulare l’effetto pioggia per rendere le cose più difficili. Come se non fosse abbastanza nuotare con i vestiti addosso, direte!.
Mi ricordo, che quella fu la prova più difficile fisicamente per me: mi affannavo a raggiungere il canotto, e ad afferrare la fune che mi avrebbe aiutato ad arrampicarmi. Questo è alto in media 7 metri per quel tipo di aeromobile. Potete immaginare che la pesantezza si faceva sentire, e mani e piedi bagnati sfregavano lungo la fune e facevano male. Ero però intenzionata a salire a tutti i costi, mentre sentivo i nostri compagni incoraggiarci e che cercavano di afferrarci. Avevo una paura tremenda che, se non fossi riuscita a salire come gli altri, non avrei superato il training. Così raccolsi tutte le mie forze, e con sforzo estremo e ustionandomi quasi le dita, riuscii a salire.
Maschere giù! è solo un’esercitazione ( per ora…)

Un altro scenario importante che simulerete nel ceet (=cabin emergency evacuation trainer), ovvero il modulo di aereo finto, sarà la famosa depressurizzazione. Spesso viene raffigurata nei film hollywoodiani sugli aerei, con persone e sedili che volano via dagli oblò.
Anche questa è una situazione piuttosto rara, ma per cui bisogna essere sempre preparati. Nel simulatore, così, vi ritroverete ad afferrare quella benedetta mascherina, più veloce di Flash, e a indossarla prima voi, e poi dovrete istruire gli altri a fare lo stesso. Anche quello, fu, per noi, un evento adrenalinico: mi ricordo che ero seduta da passeggera, insieme ad altri, e recitavamo nel ruolo di persone con la paura di volare. Ci guardavamo intorno e tra di noi, intrepidi, perché di lì a poco, qualcuno avrebbe fatto attivare le mascherine!
QUANDO L’AEREO BALLA: BENVENUTI TRA LE TURBOLENZE!
Ovviamente, non mancano le simulazioni relative alle turbolenze! Queste non sono tutte uguali, infatti ci sono di diverse tipologie, e in base a quale si sta attraversando, ci sono delle azioni ben precise che ci si aspetta dall’equipaggio di cabina. Un ruolo importante lo svolge anche la comunicazione, come ne parlerò più avanti. Così, ecco che il trainer nominò un’ altra formazione di equipaggio (come le squadre di calcio), che avrebbe dovuto svolgere il ruolo di crew su un volo notturno sopra l’Atlantico, diretto in Florida, mentre serviva la cena ai passeggeri con trolley finti. Nel momento in cui stavo per servire un compagno, con una bevanda invisibile, ecco che cominciamo a ballare. Erano delle turbolenze severe: abbiamo interrotto il servizio, parcheggiato i trolley alla meglio, e ci siamo seduti dove era possibile. Scoppiammo a ridere, quando il trainer ci disse che se dovevamo, ci saremmo seduti anche in braccio ai passeggeri, e non scherzava!
HOSTESS O SUPEREROE?

Questa è una parte fondamentale quanto quella dell’estinzione degli incendi, si tratta di salvare vite a bordo.
Infatti, tra le cose peggiori che possono capitare a 10.000 metri di altezza, per di più sopra l’Oceano Atlantico, in un volo notturno, è un’ emergenza medica. Che sia un passeggero che si rompe un braccio, inciampando lungo il corridoio, o uno che sviene e cade incosciente a terra, l’assistente di volo deve essere sempre pronto a reagire il prima possibile e per questo, deve ricevere un addestramento specifico.
Manuale di sopravvivenza a bordo e pronto soccorso
Vengono così imparate le nozioni base di Primo Soccorso, come il saper usare il defibrillatore in caso di infarti, saper applicare garze o bende per bloccare emorragie, saper misurare la pressione sanguigna fino al saper assistere una donna durante il parto!
Insomma durante il corso di First Aid, fornito dalla compagnia aerea, si imparano le cose più importanti sull’anatomia e la salute dei passeggeri, si fa pratica con dei manichini e a turno si impara, con l’aiuto dei colleghi, a rianimare un essere umano. Devo essere onesta, non sapevo quasi nulla di Pronto Soccorso, prima di imparare questo mestiere, eppure è molto utile, anche perché potrebbe essere una persona più cara ad aver bisogno di un aiuto immediato! Ovviamente, dobbiamo appellarci anche a tutti i medici o infermieri che siano presenti a bordo perché ci sono medicinali che noi non possiamo somministrare. E per questo, abbiamo diversi kit e equipaggiamenti molto ben forniti, con una lista di medicinali specifici che possono essere usati anche in aereo.
CRM: L’ARTE DEL LAVORO di SQUADRA IN CABINA
Come nominato prima, la comunicazione in aereo è importantissima sia tra l’equipaggio di cabina che tra loro e i piloti. Infatti, se vi ricordate il telefono senza fili, anche da una persona all’ altra, può cambiare il messaggio comunicato, se non viene descritta precisamente una situazione. Se poi è un’emergenza e siamo in aereo, può avere un grande effetto domino, se non portare a errori fatali, come visto in incidenti aerei del passato. (vedi il disastro di Tenerife). E’ per questo che, nel corso di training per assistenti di volo, si dedicano un paio di giornate al CRM (Crew Resource Management). In questo corso, si fanno dei role play, dove il trainer o i colleghi simulano situazioni come un passeggero unruly (irregolare) o di un comandante che comunica un malfunzionamento tecnico alla crew, o di un caso medico.
In questi scenari, viene valutata la capacità di comunicazione tra l’equipaggio. sono poi altre giornate relative all’aspetto della security, ovvero tutte quelle procedure di screening e controlli che sia controllo del badge identificativo del personale di terra, screening dei passeggeri o ispeziona dell’aereo, volto a prevenire l’intrusione in aereo di persone o oggetti non autorizzati che vogliano mettere in pericolo l’incolumità delle persone a bordo. Durante il corso, si parlerà anche di comunicazione interculturale, dato che un’assistente di volo interagisce e serve passeggeri di religioni e etnie diverse.
Servire ad alta quota: l’arte dei cosiddetti “camerieri dei cieli”
Terminata la parte più tecnica relativa alle procedure di sicurezza, inizia la parte più “umana” relativa al contatto con i clienti e al servizio di bordo. Vi siete mai chiesti come si faccia a servire un piatto a 10.000 metri di altezza in uno stretto corridoio di aereo? Beh, bisogna fare qualche peripezia, tra un trolley e l’altro, un po’ di sollevamento pesi, con i box di metallo della galley, e un po’ di atletica, quando ci si china per prendere un vassoio. Insomma l’aereo è la nostra palestra!
Hospitality: tecniche di accoglienza

Il corso relativo all’ospitalità e agli standard gastronomici come il galateo e altro è molto interessante e anche divertente; infatti, dopo le lezioni in aula di teoria, si passa alla cabina finta e, uno ad uno, si ripetono i passaggi del servizio di bordo stabilito dalla rispettiva compagnia aerea. Si studiano le diverse routine, in base alla classe in cui si lavora. Ad esempio ci sono giornate dedicate al servizio in Economy Class, dove si studia come allestire i trolley, come disporre le bevande sopra un trolley, come rifornire i box della galley, come sigillare la galley. Sì, infatti, le scatole e i carrelli di metallo che contengono i prodotti che noi andremo poi a vendere a bordo, devono essere correttamente sigillati con dei piombi, prima di essere ritirati dall’azienda di catering. Si studiano, quindi, le configurazioni della cucina, (ogni aereo ne ha un layout diverso): bisogna memorizzarsi la posizione dei vari trolley e box che contengono le bibite, come altri accessori da cucina, per sapere, in qualsiasi momento, dove trovarli.

La Business Class
Nella Business Class, invece, viene svolto un altro tipo di servizio, quindi ci sono giornate dedicate solo a questa classe. Infatti, in questa classe non si servono pasti nella plastica o alluminio, bensì in piatti di porcellana, con vassoi molto più grandi e si versano bibite alcoliche e non in bicchieri di vetro! Il tavolino del passeggero viene apparecchiato con una tovaglietta di stoffa in una certa maniera! Ci viene insegnato come piegare al meglio in una forma elegante i tovaglioli o come reggere una bottiglia con classe! Una delle giornate più divertenti è la degustazione di vini e formaggi, dove si impara a essere una sorta di sommelier per poter consigliare i passeggeri! E poi quando si torna nell’aereo finto per “performare” il servizio a bordo, si fa pratica, servendo, uno ad uno, i colleghi, che fanno da passeggeri, a volte, anche esigenti. Si impara anche a vendere prodotti come orologi, profumi o articoli di elettronica per il famoso servizio di duty free che si svolge una volta durante il volo.
Insomma, come avrete notato, si imparano veramente le cose più disparate, dallo spegnere incendi a come abbinare il miglior vino a un certo tipo di formaggio! Questo, infatti, è il lavoro di assistente di volo, un mestiere poliedrico dove bisogna sviluppare diverse capacità tecniche e improvvisarsi psicologa, infermiera, sommelier, babysitter o vigile del fuoco e magari tutto nello stesso volo! Perché il nostro lavoro è imprevedibile e questo che lo rende anche speciale!
