Che siate appassionati/e di aviazione, o vi stiate avvicinando alla carriera di assistente di volo, non potete non spiccare il volo con l’immaginazione da Hollywood con questa raccolta che ho creato di 15 film e serie sull’aviazione da vedere almeno una volta: dalle storie vere ai thriller ad alta quota, passando per commedie, piloti e assistenti di volo. Sono innumerevoli, infatti, le scene cinematografiche ambientate su un aereo, perché si sa, noi esseri umani siamo sempre stati attratti dal volo e sempre lo saremo.
Io per prima, quando ho capito che avrei voluto prendere le ali, mi sono guardata una carrellata di film a riguardo per potermi già immaginare là su. Volevo capire come funzionasse quel mondo, volevo sognare di camminare già in uniforme, volevo sentirmi l’eroina delle avventure rocambolesche stile Hollywood a 10 km da terra. Ma ora torniamo coi piedi per terra… eh eh… ecco a voi la mia lista top 10 dei film di aviazione da guardare.
1) View From The Top (2003)

È il mio film preferito e quello con cui ho iniziato a sognare. Non lo adoro soltanto perché è una commedia romantica e io ne sono una inguaribile, ma soprattutto perché mi identificavo nella storia di Donna Jensen. Donna (interpretata da Gwyneth Paltrow) è una ragazza di provincia, che vive in una desolata cittadina del Nevada e sogna una vita cosmopolita e vivace, lontana dalle sue umili origini e dai litigi di famiglia. Quando vede in Tv l’intervista di Sally Weston, una famosa e leggendaria assistente di volo che ha scritto un bestseller sulla sua carriera, inizia a sognare e decide di intraprendere la stessa strada. E così inizia la sua avventura. Prima comincia da una piccola e sgangherata compagnia aerea locale, dove stringe amicizia e forse trova anche l’amore. Ma poi decide che deve fare il salto di qualità perché il suo sogno è il lungo raggio e così si candida per una prestigiosa compagnia aerea, dove attraverserà un intenso addestramento e scoprirà che non tutte le amicizie che si è fatta vogliono il suo successo e che la concorrenza è spietata. Quando poi raggiunge il suo meritato posto sui voli intercontinentali, si accorge che non tutto ciò che voleva la rende felice…
Potrete immaginare quanto mi sia sentita spesso come Donna. Io, una ragazza di un minuscolo paese della campagna umbra, che cammina tra i campi desolati dietro casa dei suoi, e guarda il cielo, sognando un giorno di andarsene da lì, perché magari non si è mai sentita veramente “a casa” o perché non ha mai visto abbastanza del mondo circondata dai monti e colline. E come Donna, poi, ha scoperto che a volte, anche quando vuole a tutti i costi allontanarsi, la vita le trova un motivo importante per farla tornare.
2) Sully (2009)

Ma ora passiamo invece a una storia di azione e aviazione, meno romantica e più drammatica ma che ha avuto un risvolto positivo. È la storia vera di Chesley “Sully” Sullenberger (interpretato da uno dei miei attori preferiti, Tom Hanks), un comandante americano che nel gennaio del 2009 riuscì a compiere un sicuro ammaraggio con un Airbus 320-214 sul fiume Hudson di New York. Da quel giorno il volo US Airways 1549 viene ricordato come il “Miracolo dell’Hudson”. Questo film, senza le esagerazioni Hollywoodiane tipiche dei film di aviazione, vuole celebrare, non soltanto la maestria di un esperto comandante che ha preso delle decisioni di importanza vitale, ma anche quella del lavoro del suo equipaggio di cabina, che ha eseguito gli ordini di evacuazione in tempi rapidi. Solo così sono riusciti a mettere in salvo tutti i 150 passeggeri e i propri compagni.
Devo dire che, da assistente di volo che vive questo mestiere da dietro le quinte, ho apprezzato il film di Eastwood perché è riuscito a far vedere al pubblico in modo realistico ciò che il nostro lavoro rappresenta. Il nostro compito principale, infatti, nonostante i vari stereotipi come quello del “cameriere dei cieli”, è saper evacuare un aereo in pochi secondi. In caso di emergenza, dobbiamo essere sempre in grado di reagire in tempi rapidi e saper gestire una massa in panico. Conoscere quindi le procedure e i manuali in ogni momento è importante sì, ma Sully ci insegna che non sempre bisogna attenersi rigorosamente alle procedure. Bisogna anche saper ragionare fuori dagli schemi, quando si tratta di poter salvare vite, perché il fattore “umano” può cambiare ogni calcolo.
3) Catch Me If You Can – Prova A Prendermi (2002)

Forse non è un film incentrato sull’aviazione ma parte della storia la riguarda. Anche qui ritroviamo il mitico Tom Hanks ma questa volta nei panni dell’agente dell’FBI Carl Hanratty, dedito all’inseguimento del giovane truffatore Frank Abagnale Jr. Infatti il film ritrae la storia vera di questo giovane degli anni ’60, che scappa di casa dopo la rottura dei suoi e inizia a farsi strada con le prime truffe. Prima inizia a falsificare assegni bancari, per poi diventare un esperto dell’arte dell’inganno, tanto da fingersi un pilota della Pan Am, un medico e poi un avvocato. Un film d’azione, firmato Spielberg, sicuramente rocambolesco e interessante per chi vuole dare un’occhiata alle uniformi della leggendaria e iconica compagnia aerea americana degli anni d’oro.
Devo dire che, conoscendo ora il lessico della professione, trovo sempre esilarante la scena in cui Di Caprio, travestito da presunto pilota, non comprende la parola “deadhead” o “jumpseat”, quando parla con la dipendente in aeroporto che deve assegnargli il posto in aereo. Per chi non è del mestiere, spiego cosa significano queste strane parole. Per”deadhead” (e non è inquietante come sembra) si intende quando un membro dell’equipaggio viaggia come passeggero per motivi di servizio, invece di lavorare su quel volo. Mentre il “jumpseat” non è altro che lo strapuntino, cioè il posto a sedere dedicato all’equipaggio di cabina in fase di decollo, rullaggio e atterraggio. Che dire, impressionante che un tizio sia riuscito in quegli anni ad arrivare fino alla cabina di pilotaggio senza una vera licenza da pilota. Probabilmente oggi avrebbe avuto qualche difficoltà in più.

Questa è la famosa scena in cui il protagonista circondato dalle tanto ammirate assistenti di volo della Pan Am degli anni ’60, sfila per il terminal, invidiato da tante persone che li guardano ammaliati. Erano i cosiddetti tempi d’oro per l’aviazione, dove volare era un privilegio destinato a pochi, e l’uniforme era uno status symbol.
4) Flight (2012)

Il film racconta la storia di Whip Whitaker, un esperto pilota di linea che, durante un volo, si trova ad affrontare una gravissima emergenza a bordo. Grazie alla sua esperienza e a una manovra fuori dal comune, riesce a evitare conseguenze ancora più drammatiche. Quello che inizialmente sembra un atto eroico, però, dà il via a un’indagine che porta alla luce alcuni aspetti problematici della vita privata del pilota. Da quel momento Flight diventa molto più di un film su un incidente aereo: è soprattutto un dramma personale che parla di responsabilità, dipendenze e delle conseguenze delle proprie scelte.
Curiosità: Come ogni spettacolare film Hollywoodiano, anche questo attira l’attenzione per i suoi effetti speciali ed eventi più unici che rari, che farebbero sorridere tanti dei colleghi della cabina di pilotaggio o addirittura farebbero storcere il naso. Infatti, sebbene sia un film ben fatto, ci sono dettagli tecnici e relativi al mestiere, che non sono del tutto veritieri ma un po’ più fantasiosi. Per soddisfare la vostra curiosità, vi spiegherò quali possono essere, ma senza spoilerare, prometto. Ad esempio, nel momento preciso in cui stanno decollando, sentiamo il comandante Whip fare molte battute e commenti divertenti. Ecco quello sicuramente è qualcosa che non dovrebbe accadere, perché il decollo è una fase molto sensibile del volo, e i piloti devono rimanere esclusivamente concentrati sulle procedure e i check post-decollo da eseguire e questo non lascia margine per chiacchiere di piacere. Oppure il momento iniziale in cui Denzel spinge la manetta oltre la velocità consentita dell’aereo per uscire dalla tempesta in cui sono decollati. Questo non accadrebbe, sia perché la torre di controllo non permetterebbe mai di far decollare aerei in situazioni meteorologiche come quella, e sia perché i piloti non possono eseguire una manovra del genere, andando oltre i limiti della strumentazione.
5) Neerja (2016)

Un film drammatico che forse non è così conosciuto come altri, ma che merita di essere ricordato, pur essendo una storia molto triste.
Si tratta della storia vera di Neerja Bhanot, una giovane assistente di volo indiana ventiduenne che lavora per la compagnia Pan Am degli anni ’80. È il giorno 5 settembre 1986. Il volo Pan Am Flight 73 è diretto da Bombay a New York con scali programmati a Karachi, in Pakistan e una a Francoforte. Durante un normale turno di lavoro, il volo sul quale presta servizio come capocabina viene improvvisamente coinvolto in una situazione estremamente pericolosa. Un gruppo di terroristi prende il controllo dell’aereo proprio durante la sosta in Pakistan e ora la vita di 379 persone, equipaggio incluso è in grave pericolo. Da quel momento, Neerja e il resto dell’equipaggio devono mettere in pratica il loro addestramento e cercare di proteggere i passeggeri mantenendo la lucidità in circostanze eccezionali e violente. Il film alterna ciò che accade a bordo ad alcuni momenti della vita personale della protagonista, mostrando la ragazza che esiste dietro l’uniforme, una giovane coraggiosa che ha avuto momenti difficili e un sogno, lavorare al servizio degli altri, anche sacrificandosi.
6) Flight Plan – Mistero in Volo (2005)

Per chi ama la suspense e il thriller, ecco un film misterioso che vede come protagonista Jodie Foster in un thriller psicologico ambientato quasi interamente a bordo. Jodie interpreta Kyle Pratt, un’ingegnera aeronautica da poco rimasta vedova. Sale insieme alla giovane figlia su un volo da Berlino a New York. Durante il viaggio si addormenta per qualche ora, ma al suo risveglio la bambina sembra essere scomparsa nel nulla. Kyle inizia disperatamente a cercarla nell’enorme aereo, ma la situazione diventa sempre più inquietante quando nessuno sembra ricordare di aver visto sua figlia salire a bordo. Persino le informazioni disponibili sul volo e l’equipaggio di cabina sembrano mettere in dubbio la sua versione dei fatti. Da qui parte un thriller psicologico giocato sul dubbio: la bambina è davvero scomparsa o sta succedendo qualcos’altro?
Curiosità: Dal mio punto di vista, è un thriller molto avvincente, ma per chiunque conosca le procedure di sicurezza aerea e la struttura di un aeroplano, la trama presenta buchi logici e inverosimiglianze colossali. Dobbiamo ricordarci che siamo nell’era post 9/11, quindi ogni cosa verrebbe scansionata e ispezionata ai raggi X prima di essere a bordo, ma nel film troviamo a bordo situazioni improbabili. Inoltre, l’aereo fittizio del film, l’Aalto E-474, palesemente ispirato all’Airbus A380, viene mostrato con spazi interni cavernosi, soffitti altissimi nella stiva, botole ovunque e corridoi segreti. Kyle si arrampica persino nei condotti per muoversi da una parte all’altra dell’aereo. Beh, per quanto la mia fantasia sia stata spesso alimentata da questi film, purtroppo non ci sono così tanti passaggi segreti haha.
7) Come Fly With Me (2010)

Ma ora sdrammatizziamo un po’, e tuffiamoci all’insegna della risata, stavolta non in un film ma in una serie britannica esilarante, quella dei comici Matt Lucas e David Walliams. Ambientata in un immaginario aeroporto del Regno Unito e realizzata nello stile di un falso documentario, la serie comica segue la quotidianità di passeggeri e lavoratori aeroportuali: assistenti di volo, personale di terra, addetti al check-in, piloti e membri delle improbabili compagnie aeree che operano nello scalo. I protagonisti Matt Lucas e David Walliams interpretano numerosi personaggi diversi, portando all’estremo — e spesso all’assurdo — situazioni e stereotipi tipici del mondo aeroportuale.
Curiosità: Per chi lavora nell’aviazione, molte scene risultano particolarmente divertenti proprio perché parodizzano dinamiche, passeggeri e situazioni che ricordano, in maniera decisamente esagerata, la vita reale in aeroporto e a bordo. Una scena che mi ha fatto così ridere è quella in cui l’assistente di volo della First Class, Penny carter, sta riposando su un sedile destinato ai passeggeri sorseggiando champagne, e viene informata dal collega che dovrà aiutare su quel volo nell’Economy, così entra munita di mascherina e guanti, e inizia a distribuire forzatamente salviette a tutti, disgustata dall’odore generale e la scarsa igiene. Ebbene sì, se in una classe c’è molto più da fare, spesso in Economy, uno o due colleghi della Business vanno ad aiutare, e beh sicuramente l’ambiente e “l’aria” che tira cambiano molto, if you know what I mean. Ovviamente metto in chiaro che nessuno di noi potrebbe sorseggiare champagne o alcool di nessun tipo in servizio come nella serie LOL.
8) Non-Stop (2014)

Torniamo al filone dei thriller ambientati a bordo di aerei, e troviamo stavolta il leggendario Liam Neeson in un film d’azione ad alta quota. Neeson interpreta Bill Marks, un U.S. Air Marshal, cioè un agente federale incaricato di garantire la sicurezza a bordo degli aerei. Durante un volo transatlantico New York–Londra, Marks comincia a ricevere sul suo telefono dei misteriosi messaggi: qualcuno a bordo minaccia di uccidere un passeggero ogni 20 minuti se non verrà trasferita una grossa somma di denaro. Il problema è che il responsabile sembra conoscere ogni sua mossa e, mentre Marks cerca di capire chi tra i passeggeri e l’equipaggio possa essere coinvolto, i sospetti iniziano a ricadere proprio su di lui. Gran parte del film si svolge all’interno dell’aereo, creando volutamente una sensazione claustrofobica: praticamente chiunque a bordo può essere un sospettato.
Curiosità: gli Air Marshall esistono davvero. Sono agenti addestrati a viaggiare in incognito sui voli commerciali con il compito di intervenire in caso di gravi minacce alla sicurezza a bordo. Vengono impiegati su alcune tratte americane verso destinazioni potenzialmente a rischio. Di solito soltanto il comandante viene informato della loro presenza a bordo e dove sono seduti.
9) The Terminal (2004)

Ecco che ritroviamo la coppia vincente Tom Hanks e Spielberg, in una commedia drammatica/romantica ambientata in aeroporto, intitolata “The Terminal”. Qui il nostro caro Tom interpreta Viktor Navorski, un semplice uomo che arriva all’aeroporto JFK di New York proveniente dalla fittizia Krakozhia, un piccolo Paese dell’Europa orientale. Durante il viaggio, però, nel suo Paese scoppia una crisi politica che rende improvvisamente non validi il suo passaporto e i suoi documenti.
È interessante vedere come l’aeroporto sia un vero e proprio mondo a sé, a volte quasi come un labirinto, dove ognuno ha il proprio ruolo in quella che è una catena di montaggio, e senza le persone che ci lavorano, tutto può fermarsi. Se siete curiosi/e di scoprire i retroscena di uno dei luoghi più frequentati nel mondo, allora dovete guardarvelo. Inoltre c’è anche la figura di Amelia Warren, interpretata da Catherine Zeta-Jones, un’assistente di volo che diventa uno dei personaggi più importanti che Viktor incontra nel terminal. Il film mostra anche un’immagine molto “anni 2000” della vita da cabin crew: trolley sempre pronto, continui passaggi in aeroporto e relazioni costruite tra un volo e l’altro.
10) Executive Decision – Decisione Critica (1996)

Per gli amanti dell’action/thriller e forse anche di film più battaglieri, c’è “Decisione Critica”, film un po’ più datato ma consigliato per gli appassionati di aviazione, sia militare che civile. La vicenda vede un Boeing 747-200, aereo di linea della fittizia Oceanic Airlines, diretto da Atene a Washington D.C. che viene dirottato da un gruppo di terroristi. Ben presto le autorità scoprono che dietro il dirottamento potrebbe esserci un piano molto più pericoloso di quanto inizialmente immaginato. Per cercare di riprendere il controllo dell’aereo senza mettere in pericolo i passeggeri, viene organizzata una missione segreta ad altissimo rischio in pieno volo. Tra le persone coinvolte c’è David Grant, un analista dell’intelligence interpretato da Kurt Russell, che si ritrova catapultato in una situazione decisamente lontana dal suo lavoro abituale. A bordo assume un ruolo importante anche Jean, un’assistente di volo interpretata da Halle Berry, che cerca di collaborare senza attirare l’attenzione dei dirottatori.
Curiosità: era uno dei film che passava spesso in tv la sera, e mi ricordo che lo guardai una volta e ammirai il coraggio di questa giovane Halle Barry, l’assistente di volo che collabora con gli agenti per salvare tutti. La sua conoscenza dell’aereo e la possibilità di muoversi in cabina diventano, infatti, preziose durante la crisi, e questo evidenzia quanto gli assistenti di volo siano prima di tutto professionisti della sicurezza e non semplicemente del servizio di bordo.
11) 7500 (2019)

Rimanendo nell’ambito della sicurezza, voglio segnalare questo thriller drammatico più recente. 7500 è un thriller tedesco con Joseph Gordon-Levitt, ambientato quasi interamente all’interno della cabina di pilotaggio di un Airbus A319. Tobias Ellis è un giovane copilota americano che si prepara a effettuare un normale volo di linea da Berlino a Parigi. Poco dopo il decollo, però, alcuni uomini tentano di prendere il controllo dell’aereo e di entrare nel cockpit. Da quel momento Tobias si trova davanti a decisioni estremamente difficili: deve cercare di proteggere l’aereo e i passeggeri, seguendo allo stesso tempo le procedure di sicurezza che impongono di non aprire la porta blindata della cabina di pilotaggio. Infatti, in cabina c’è anche la sua compagna, membro dell’equipaggio. La particolarità di 7500 è proprio questa: invece di mostrare continuamente ciò che accade nella cabina passeggeri, lo spettatore rimane quasi sempre chiuso nel cockpit insieme al copilota, vedendo parte degli eventi attraverso le comunicazioni e le telecamere di bordo. Questo crea un’atmosfera molto claustrofobica e realistica.
Curiosità: è sicuramente un film che ho trovato un po’ cruento, quindi non adatto a chi è più sensibile. Io ne ho sentito parlare la prima volta proprio durante la formazione di assistente di volo da un docente di sicurezza aeroportuale. Infatti, il tema di quel giorno era come poter affrontare situazioni di alta pericolosità, come un dirottamento, e quali misure adottare per proteggere la cabina di pilotaggio. “7500”, per chi non lo sa già, è infatti il codice transponder utilizzato nell’aviazione per segnalare un dirottamento. Sicuramente sono situazioni drammatiche, a cui non si vorrebbe pensare, ma nella nostra formazione periodica si deve parlare anche di questo per capire come reagire nel modo meno problematico possibile.
12) Airplane! – l’aereo più pazzo del mondo (1980)

Cambiamo ora completamente genere e torniamo a sorridere un po’ con questa commedia/parodia degli anni ’80. Ted Striker è un ex pilota con una forte paura di volare che decide di salire su un aereo per cercare di riconquistare Elaine, la sua ex compagna, che lavora come assistente di volo. Durante il viaggio, però, gran parte dell’equipaggio di condotta viene colpita da una grave intossicazione alimentare, mettendo il volo in serio pericolo. Nonostante i suoi traumi e il terrore di tornare ai comandi, Ted potrebbe essere una delle poche persone a bordo in grado di far atterrare l’aereo. Da questa premessa apparentemente drammatica nasce in realtà una delle commedie demenziali più famose della storia del cinema, piena di gag assurde, giochi di parole e parodie dei classici film catastrofici ambientati sugli aerei.
Curiosità: beh che dire da assistente di volo: passeggeri nel panico, emergenze, colleghi fuori uso e situazioni assurde una dietro l’altra. Forse Airplane! non è poi così lontano da certe giornate di lavoro…haha. Un altro aspetto è che Elaine rappresenta perfettamente l’immagine cinematografica della hostess tra gli anni ’70 e ’80, quando il mestiere veniva ancora raccontato soprattutto attraverso eleganza, servizio e glamour — un’immagine molto diversa dal ruolo di sicurezza del moderno cabin crew.
13) The Flight Attendant (2020-2022)

Cassie Bowden, interpretata da Kaley Cuoco, è un’assistente di volo americana che conduce una vita piuttosto caotica tra voli internazionali, layover, feste e parecchio alcol. Durante un volo per Bangkok, conosce un affascinante passeggero, Alex Sokolov, e decide di trascorrere con lui la serata durante lo scalo. La mattina seguente, Cassie si sveglia nella sua camera d’hotel e scopre che Alex è morto. Il problema? Cassie, a causa di quanto ha bevuto, non ricorda chiaramente cosa sia successo la sera precedente. Spaventata dalle possibili conseguenze e anziché comportarsi esattamente come suggerirebbe un manuale di procedure, prende una serie di decisioni discutibili che la trascinano sempre più profondamente nel mistero. Da qui parte una storia che mescola thriller, commedia nera e mistero, mentre Cassie continua anche a lavorare come assistente di volo.
Curiosità: al netto della trama decisamente fuori dal comune, la serie gioca con molti elementi familiari della vita da assistente di volo: briefing, divise, crew che diventano amici, voli internazionali, hotel e layover dall’altra parte del mondo. Naturalmente il tutto è trasformato in una versione molto più caotica e cinematografica della realtà.
14) United 93 (2006)

È forse il titolo più difficile da guardare nella lista, perché riproduce veri accadimenti legati a uno degli eventi più tragici che si ricordi, l’11 settembre. United 93 racconta le ultime ore del volo United Airlines 93, partito dall’aeroporto di Newark e diretto a San Francisco la mattina dell’11 settembre 2001. Il volo procede normalmente fino a quando quattro dirottatori prendono il controllo dell’aereo. Nel frattempo, attraverso telefonate con familiari e persone a terra, passeggeri e membri dell’equipaggio iniziano a comprendere che altri aerei sono stati dirottati e utilizzati negli attacchi contro il World Trade Center e il Pentagono. Il film segue parallelamente ciò che accade a bordo e nei centri di controllo del traffico aereo, ricostruendo progressivamente il caos e l’incertezza di quelle ore. È un film particolarmente intenso perché evita l’impostazione tipica del film d’azione e cerca invece di restituire gli eventi in maniera realistica e quasi documentaristica.
È un film che inevitabilmente rattrista, ma che allo stesso tempo lascia una profonda ammirazione per il coraggio di cui l’essere umano può essere capace anche nelle circostanze più terribili. Di fronte alla paura, passeggeri e membri dell’equipaggio trovarono la forza di reagire insieme, compiendo un gesto di straordinario coraggio.
15) Up in the Air (2009)

Non sarà un film incentrato sull’aviazione, ma sullo stile di vita del costante viaggiare, tipico della vita da assistente di volo. Ryan Bingham, interpretato da George Clooney, lavora per una società specializzata nel gestire licenziamenti per conto di altre aziende. Per svolgere il suo lavoro attraversa continuamente gli Stati Uniti in aereo e trascorre gran parte dell’anno tra aeroporti, hotel e auto a noleggio. Ryan adora questo stile di vita: viaggia leggero, conosce ogni trucco per superare velocemente i controlli, accumula miglia frequent flyer e considera gli aeroporti quasi più casa sua di quanto lo sia il suo appartamento. Il suo equilibrio viene però messo in discussione quando l’azienda decide di sperimentare un sistema che permetterebbe di svolgere il suo lavoro a distanza, riducendo drasticamente i viaggi. Contemporaneamente Ryan incontra Alex, una donna che sembra condividere la sua stessa esistenza fatta di voli, hotel e programmi fedeltà.
Da qui il film diventa una riflessione su viaggio, lavoro, solitudine, relazioni e sul significato di avere un posto da chiamare casa.
Curiosità: Up in the Air non parla direttamente di assistenti di volo, ma riesce a rappresentare molto bene quella strana sensazione di vivere continuamente tra aeroporti e hotel. Quando si viaggia per lavoro, ciò che per gli altri rappresenta l’inizio di una vacanza — check-in, security, gate e camere d’hotel — finisce per diventare semplicemente quotidianità. L’assistente di volo che dice di non aver mai provato solitudine nella sua stanza d’albergo dopo un volo, mente. E infatti lo stile di vita del “giramondo” raffigurato nel film porta spesso a sacrificare ciò che nella vita è forse più importante, ovvero le relazioni e la famiglia. Io stessa ho vissuto una volta la bella sensazione di lasciare tutto e partire per nuove mete, ma poi scoprendo che le cose che contano di più sono quelle che hai lasciato a casa.
